Il Salento, estremo lembo orientale di Puglia ed Italia, è sole e mare, ma anche cultura e tradizione. Per Salento o Penisola salentina s'intende il territorio occupato dalle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto. Il nome deriva dall'antico popolo dei Salentini stanziatisi in epoca preistorica sulle rive dello Jonio.   Compra/vendita di case e ville ad Otranto nel Salento (Puglia) Altra denominazione in uso per designare la provincia di Lecce è Terra d'Otranto; si testimonia così ancora oggi il primato che nei secoli passati spettava alla città di Otranto nel campo religioso, politico, militare ed economico.

Le tradizioni

Le tradizioni del Salento

Il Salento, è da sempre una terra ricca di cultura e tradizioni, dove sacro e profano, convivono nelle numerose sagre e feste patronali che animano per lo più i mesi estivi, ma che numerose si susseguono nel corso degli anni. Le Feste per il Santo Patrono, le celebrazioni per la Settimana Santa, il Carnevale, le fiere e le tante sagre sono gli esempi di questo profondo e vitale retroterra culturale che si perde indietro nei secoli.

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Nel corso delle feste patronali si manifestano tutti gli aspetti della cultura popolare: la musica, la danza, la costruzione di complessi addobbi e la ricca gastronomia. In queste feste sopravvivono riti religiosi e magici appartenenti a tutte le culture mediterranee, da quella greca a quella araba.

Il Salento leccese, per la sua collocazione geografica, esposto ai contatti dei popoli mediterranei, in particolare balcanici, reca visibili le impronte che vi hanno lasciato queste civiltà, così come le varie dominazioni dei romani, bizantini, normanni, svevi, francesi, spagnoli, che si sono succedute nei secoli.

Un crogiuolo di razze, culture, religioni, che hanno attraversato questa terra, alimentando un folklore ricchissimo. In esso, l'elemento fondante è la religiosità popolare che si presenta come un intreccio di religione e magia, di cristiano e di pagano, di arcaico e di moderno, dalle pratiche magico-terapeutiche al culto dei santi guaritori, dai fuochi rituali al tarantismo.

La cultura popolare salentina racchiude la storia di un popolo che conduceva una vita semplice, piena di sofferenze, riuscendo a trarre soddisfazione anche dalle situazioni più misere, grazie a una forte fiducia nella Provvidenza. Dalla vita agreste trae origine naturalmente anche il mistero della taranta, animale mitologico. Anticamente si pensava che nei campi di grano si annidasse un pericoloso aracnide comunemente chiamato tarantola (o taranta nel Salento). Durante il periodo della mietitura, le gambe delle mietitrici raccoglitrici di grano erano dunque esposte al morso velenoso di questo fantomatico animale. Il morso di questa tarantola era considerato la causa di una particolare forma di possessione che è stata oggetto di studio per tutto il '900, e dietro la quale oggi si intravede l'effetto di una fortissima volontà di affrancamento e liberazione, e forse anche di esibizione, delle donne nella loro condizione di subalternità. La musica, nel rito terapeutico, è l’elemento più importante: quando si riteneva che una ragazza fosse stata morsa dalla taranta si accompagnavano nella sua casa dei musici, i quali con tamburelli, violini, organetti ed altri strumenti davano vita ad un ritmo frenetico con lo scopo di far ballare, cantare e sudare la ragazza fino allo sfinimento. Si credeva infatti che, mentre la vittima ballava per giorni, come per telepatia, anche il ragno soffrisse e si consumasse fino a scoppiare. L'esorcismo di questa presunta possessione culminava perciò con la morte della taranta. Il ballo della tarantata si suddivideva di solito in tre fasi: prima la donna si trascinava al suolo e batteva mani e piedi al ritmo della pizzica; poi si alzava, saltellava e danzava disegnando ampie figure con le braccia, con l'aiuto di un fazzolettone colorato; alla fine cominciava a barcollare fino a crollare al suolo esausta.
Il mito della Taranta rivive oggi durante le feste in piazza, dove è possibile assistere alla tradizionale danza a ritmo di pizzica.

Principali eventi nel Salento

Fra gli eventi di particolare rilevanza si citano: la Focàra di Sant’Antonio a Novoli, il 17 Gennaio, per i festeggiamenti in onore del Santo Patrono; la processione del Venerdì Santo a Gallipoli; la danza delle tarantate che si svolge il 29 Giugno, presso il Santuario di S. Paolo a Galatina; la Sagra della municeddha (Sagra della lumaca) a Cannole, dall’11 al 13 Agosto; la Notte di San Rocco con tamburelli, pizzica e ballate a Torre Paduli (fraz. di Ruffano), la notte tra il 15 ed il 16 Agosto; la Festa dellu mieru (festa del vino) a Carpignano Salentino, dall’1 al 3 Settembre; la Sagra della volìa cazzata (Sagra dell’oliva schiacciata) a Martano, la 2a/3a decade di ottobre; il monumentale Presepe Vivente di Tricase sul Monte Orco.

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